Le lingue in terapia

Ogni lingua è una porta che apre a nuovi modi di esprimere se stessi. Diversi studi mostrano quanto la lingua influenzi la nostra capacità di raccontarci e di entrare in contatto con le emozioni.

Ho sperimentato in prima persona che, quando parlo o scrivo in italiano, inglese o francese, il tono, lo stile e persino la poetica del racconto cambiano. Per alcune persone, utilizzare una lingua diversa dalla lingua madre può diventare un modo per scoprire parti nuove di sé, più legate al presente e al futuro che al passato. Al contrario, per altri, esprimersi nella propria lingua nativa permette un accesso più profondo e spontaneo ai pensieri e alle emozioni, e aiuta a connettersi con la propria storia.

anna-cappellini-carte

L’utilizzo delle immagini

Le narrazioni che continuiamo a ripetere a noi stessi possono trasformarsi in schemi rigidi, che ci bloccano e dai quali fatichiamo a liberarci.

A volte l’utilizzo di immagini è un veicolo per entrare in contatto con emozioni che faticano a emergere e per rivedere la nostra narrazione da prospettive diverse.

L’utilizzo strumenti visivi, come ad esempio le carte Dixit, permette un’esplorazione libera e aperta. Le immagini diventano un oggetto fluttuante non chiedono di essere spiegate in modo logico, ma aiutano a canalizzare ciò sembrava inesprimibile (Cappellini & Covelli, 2025).

Questo approccio si ispira al pensiero di Carl Jung e James Hillman, che vedevano nelle immagini e nei simboli un ponte verso i contenuti più profondi della psiche. Non si tratta di interpretarle, ma di entrare in relazione con esse, lasciando che nuovi significati affiorino.

Questo lavoro offre l’opportunità di arricchire la propria narrazione, integrare parti di sé rimaste in ombra e scoprire nuove prospettive.

anna-cappellini-cervello

La svolta dei 50:
menopausa e evoluzione del sé

Ricerche e pubblicazioni

Studio qualitativo sui percorsi di trasformazione psicosociale nell’età adulta

La ricerca approfondisce in particolare l’evoluzione del processo creativo nelle donne della media età adulta. Questo studio sfida una narrazione dominante, soprattutto nel contesto socio-culturale italiano, ma non solo, in cui l’invecchiamento è associato al concetto di perdita. Offre inoltre spunti interessanti sugli aspetti di crescita personale e creativa legati alla fase di vita che si apre dopo i 50 anni.
(Cappellini & Covelli, 2025, Journal of Women & Aging)

Coscienza, mindfulness e neuroscienze

Lo studio approfondisce il dibattito sulla coscienza e sul libero arbitrio. Aiutare le persone a trovare un proprio modo di esserci in una quotidianità complessa, fluida e instabile rappresenta una delle sfide più importanti in ambito psicologico.
Se un ampio corpus di ricerca scientifica spiega l’origine inconscia dei nostri pensieri, come è possibile sentirsi liberi di portare la propria unicità nel mondo?
Questo lavoro si concentra sul legame tra gli aspetti neurobiologici della coscienza, il dibattito filosofico sul libero arbitrio e il ruolo della mindfulness nella vita quotidiana.
(Cappellini, 2022)

Queste ricerche contribuiscono a una visione della psicologia che unisce pratica clinica e riflessione scientifica, con l’obiettivo di comprendere meglio i processi di cambiamento e di crescita personale.

Per saperne di più contattarmi a psy.annacappellini@gmail.com

Le teorie di riferimento

Psicologia esistenziale

La psicologia esistenziale origina dal pensiero di Martin Heidegger, in particolare dalla sua opera del 1927 “Essere e tempo”. L’uomo è poter essere, la sua natura non è determinata dagli eventi del passato ma consiste nel suo essere possibilità. Siamo inseriti in ogni momento nel processo del divenire, tutto è cambiamento e trasformazione e nulla è rigido e determinato. Questa idea di fare psicologia porta a osservare l’uomo in ottica finalistica, per ciò verso cui si incammina, rispetto a una visione più causalistica, che volge l’attenzione agli eventi che hanno predeterminato la nostra natura.

Psicologia della salute

La psicologia della salute è una disciplina che si colloca tra la psicologia clinica, la medicina e le scienze sociali. Studia i processi psicologici, comportamentali e socioculturali che influenzano la salute e la malattia. Lo psicologo che lavora al fianco del medico permette di personalizzare l’intervento terapeutico, migliorare la qualità della vita e l’efficacia complessiva delle cure.

Psicologia narrativa

La psicologia narrativa si riferisce al modello ermeneutico narrativo. Secondo questa prospettiva, costruiamo la nostra identità e diamo senso alla nostra esperienza attraverso le storie che raccontiamo su noi stessi. La malattia, sia psichica che somatica, oltre ad essere un fatto biologico è anche un elemento biografico che rompe la continuità della nostra narrazione personale. Per questo l’esperienza della malattia va compresa e integrata all’interno della propria storia di vita. La narrazione è uno strumento di senso e il ruolo dello psicologo è di accogliere e aiutare a dare significato ai vissuti del paziente.

Psicologia positiva

La psicologia positiva è ispirata a una visione orientata alla crescita e al benessere globale della persona, in contesti patologici e non. Si concentra sulle risorse, sul potenziale e sul loro ruolo nella vita della persona. Si potrebbe identificare Carl Jung come uno dei precursori di questo orientamento: il processo di individuazione, alla base del suo pensiero, è un viaggio che dura tutta la vita, verso una sempre migliore conoscenza e accettazione di se stessi.

Post Traumatic Growth

La crescita post traumatica è uno dei concetti alla base della psicologia positiva. Questa teoria è supportata da un crescente corpo di letteratura scientifica che evidenzia una trasformazione qualitativa del funzionamento della persona in seguito a un trauma. Secondo questo modello teorico, l’elaborazione emozionale e cognitiva di un evento stressante possono condurre allo sviluppo di strumenti e strategie a favore di un miglior funzionamento dell’individuo. Le caratteristiche dell’evento, le caratteristiche individuali e aspetti legati all’ambiente rappresentano variabili importanti in grado di influenzare la crescita post traumatica.

Etnopsicoterapia

L’etnopsicoterapia è un approccio psicoterapeutico che prende in considerazione l’influenza della cultura nello sviluppo psicologico della persona e nell’esperienza della malattia. Il vissuto di un sintomo o di un malessere psicologico è alimentato da fattori individuali, sociali e culturali. Solo attraverso l’accoglienza, l’ascolto e il rispetto del vissuto di ogni paziente possiamo accompagnarlo verso un percorso di cura.

Numero RPPS : 10111566484
Lo psicologo è soggetto a un codice deontologico. Il numero RPPS attesta che la professionista è una psicologa clinica autorizzata e ne certifica l’identità professionale.
Il numero è rilasciato dal Ministero francese della Salute e della Prevenzione.